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CRITERI PER LA SCELTA DEGLI ESPOSITORI DI TERRA EQUA

Nota: utilizziamo qui il termine “sostenibile”, in quanto più inclusivo (per quanto abusato), evidenziando la grande attenzione all’ambiente, ed alla dimensione del “futuro”. Ma quanto scritto in relazione all’Economia Sostenibile vale anche per l’Economia Solidale, più utilizzata in Italia, citata in molti documenti e nella definizione stessa di Commercio Equo e Solidale.

Per invitare o accettare gli espositori, Terra Equa – espressione delle 13 organizzazioni Equo-Solidali dell’Emilia Romagna – fa riferimento in particolare alle indicazioni della RETE DELL’ECONOMIA SOLIDALE ITALIANA, dall’esperienza internazionale del COMMERCIO EQUO, e dalla legge della Regione Emilia-Romagna di sostegno all’Economia Solidale (sviluppata dopo un percorso partecipato di confronto col CRESER, il Coordinamento Regionale dell’economia Solidale dell’Emilia-Romagna). 

Vedi Economia Sostenibile

Di conseguenza Terra Equa dà priorità ai produttori piuttosto che ai rivenditori, e privilegia le organizzazioni che in modo stabile e prevalente corrispondono ai principi dell’economia sostenibile. Il che lo si deduce dal valutare l’identità complessiva, gli scopi caratteristici, l’attività economica principale, la pratica quotidiana e – non ultimo – il modo di presentarsi.

È in base quindi al suo grado di coinvolgimento, e al fatto che esso non sia estemporaneo o marginale nella propria attività, che un’organizzazione può essere riconosciuta come partecipe dell’economia sostenibile. Questo significa che (coerentemente con i criteri internazionali del Fair Trade) non ci si limita ad includere cooperative e/o organizzazioni non a scopo di lucro, e che anche aziende private o altre tipologie possono partecipare all’economia sostenibile e quindi a Terra Equa.

Terra Equa sintetizza l’insieme dei criteri riconosciuti come identificanti l’economia sostenibile in 3 macro-fattori, che ne rappresentano i presupposti e gli obiettivi:

  • IL FATTORE SOCIALE: rispetto dei lavoratori e del lavoro, trasparenza, filiera produttiva, rispetto della normativa sul lavoro (per l’Occidente), o di “salario equo” per il Sud del mondo… In generale i criteri del Commercio Equo e Solidale.

    Vedi Commercio Equo e Solidale
     

  • IL FATTORE AMBIENTALE: essere vincolati a finalità di tutela dell’ambiente: dal biologico al riuso/riciclo all’energia rinnovabile, ai trasporti sostenibili, alla produzione con materie naturali o riduzione sostanziale di inquinamento/utilizzo risorse naturali… fatte in modo continuativo, prevalente, rivendicato.

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  • IL FATTORE LOCALE: fare produzioni riconosciute come tipiche, con forte carattere artigianale o utilizzo di competenze locali, e/o con prodotti/materie prime di origine locale, riconducibili per almeno un aspetto ai due fattori precedenti, o ad altri aspetti direttamente connessi all’economia sostenibile, e con gli altri aspetti della loro attività NON in contraddizione con essi.

Gli espositori di TERRA EQUA dovranno corrispondere ad almeno 2 tra i 3 fattori, e quello che NON corrisponde non deve essere in contraddizione con i principi e gli obiettivi dell’economia sostenibile.

FIGURATIVAMENTE:

UN’ATTENZIONE PARTICOLARE: L’ “INNOVAZIONE”

Terra Equa pone particolare attenzione a quelle organizzazioni che – pur non pienamente in linea con i criteri precedentemente illustrati – applicano in modo serio pratiche e principi fondanti l’economia sostenibile in ambiti economici, commerciali o culturali innovativi rispetto a quelli classici dell’economia sostenibile. Di conseguenza si riserva di favorire la partecipazione di organizzazioni che segnalano la capacità di espansione dell’economia sostenibile, della sua capacità di coinvolgere nuovi mercati/consumatori, di andare oltre la nicchia del consumo critico tradizionale e del grado di contaminazione positiva con ambiti imprenditoriali e/o merceologici finora estranei o poco presenti nell’economia sostenibile.

TUTTI GLI ESPOSITORI DI RIVESTITI 2019