Project Description

COS’È L’ECONOMIA SOLIDALE?

(o Sociale, o Sostenibile)

CRITERI PER LA SCELTA DEGLI ESPOSITORI DI TERRA EQUA

A differenza di altri settori produttivi (per esempio l’agricola biologica), l’economia solidale gode (anche in Italia) di una normativa di riferimento, ma non di leggi europee o nazionali vincolanti. Mentre la misurazione dei residui chimici è oggettivamente misurabile, e i metodi di coltivazione sono standardizzati, nel caso dell’economia solidale alla condivisione generalizzata dei principi e degli obiettivi possono corrispondere accenti diversi (e quindi anche aggettivi differenti: solidale, sociale, sostenibile, circolare, trasformativa, in transizione…), e ambiti – quali per esempio il concetto di “fare rete”, il rapporto col territorio, il sostegno alle comunità locali, lo sviluppo umano”… – misurabili e valutabili, ma con indicatori più qualitativi che quantitativi.

Ma ciò non significa che non siano chiarissimi i presupposti e gli obiettivi dell’Economia Solidale, e limpidi e condivisi i suoi principi e criteri. Ciò è dimostrato da una vastissima rete di studi, ricerche e documenti, sia di istituzioni (a partire da Nazioni Unite ed Unione Europea) che università e associazioni. Ma soprattutto da una diffusa presenza (anche in Italia) di reti, associazioni e coordinamenti, che sono i soggetti che hanno fatto e sviluppato l’Economia Solidale, e ne hanno identificato e codificato i principi ed i criteri, nonché organizzato le forme associative e di rappresentanza.

Terra Equa – espressione delle 14 organizzazioni equo-solidali dell’Emilia Romagna – nasce da questo contesto, e ad esso si ispira per la parte del Festival che fa riferimento all’Economia Solidale. E sempre ad esso si ispira per i criteri coi quali invitare e/o selezionare gli espositori che ospita nei suoi eventi. A tal fine Terra Equa dà priorità ai produttori piuttosto che ai rivenditori, e privilegia le organizzazioni che in modo stabile e prevalente corrispondono ai principi dell’economia solidale.

Il che lo si deduce dal valutare l’identità complessiva, gli scopi caratteristici, lo Statuto, l’attività economica principale, la pratica quotidiana e – non ultimo – il modo di presentarsi, di chi produce e/o vende prodotti/servizi.

È in base quindi al suo grado di coinvolgimento, e al fatto che esso non sia estemporaneo o marginale nella propria attività, o non si traduca solo nella vendita di alcuni prodotti, che un’organizzazione può essere riconosciuta come partecipe dell’economia sociale/solidale. Questo significa che – coerentemente con i criteri internazionali del Fair Trade, e con le “linee guida” e le prassi consolidate dell’economia solidale – non ci si limita ad includere cooperative e/o organizzazioni non a scopo di lucro, ma che anche “aziende private” o altre tipologie sono parti costituenti l’economia solidale.

Terra Equa sintetizza l’insieme dei criteri riconosciuti come identificanti l’economia solidale in 3 macro-fattori, che ne rappresentano i presupposti e gli obiettivi:

  • IL FATTORE SOCIALE: rispetto dei lavoratori e del lavoro, trasparenza, filiera produttiva, rispetto della normativa sul lavoro (per l’Occidente), o di “salario equo” per il Sud del mondo… In generale i criteri del Commercio Equo e Solidale. (https://www.equogarantito.org/cose-agices/il-commercio-equo/)

  • IL FATTORE AMBIENTALE: essere vincolati a finalità di tutela dell’ambiente nel senso vasto, e comprovata pratica produttiva (o di vendita di prodotti/servizi coerente con ciò): dal biologico al riuso/riciclo all’energia rinnovabile, ai trasporti sostenibili, alla produzione con materie naturali o riduzione sostanziale di inquinamento/utilizzo risorse naturali… fatte in modo continuativo, prevalente, rivendicato.

  • IL FATTORE LOCALE: fare produzioni riconosciute come tipiche, con forte carattere artigianale o utilizzo di competenze locali, e/o con prodotti/materie prime di origine locale, riconducibili per almeno un aspetto o ai due fattori precedenti, o ad altri aspetti direttamente connessi all’economia solidale, e con gli altri aspetti della loro attività NON in contraddizione con essi.

Gli espositori di TERRA EQUA dovranno corrispondere ad almeno 2 tra i 3 fattori, e quello che NON corrisponde non deve essere in contraddizione con i principi e gli obiettivi dell’economia sostenibile.

FIGURATIVAMENTE:

L’ATTENZIONE ALL’ “INNOVAZIONE”

Terra Equa pone attenzione quelle organizzazioni che – pur non frequentando o rivendicando l’appartenenza all’Economia Solidale – applicano in modo serio e permanente pratiche e principi fondanti l’economia solidale, in quanto segnalano la capacità di espansione dei confini dell’economia solidale, della sua capacità di coinvolgere nuovi mercati/consumatori, di andare oltre la nicchia del consumo critico tradizionale e del grado di contaminazione positiva con ambiti imprenditoriali e/o merceologici finora estranei o poco presenti nell’economia solidale.

I CRITERI PER PARTECIPARE A TERRA EQUA

Per invitare o accettare i propri espositori, Terra Equa si attiene alle indicazioni che emergono in particolare dalla RETE DELL’ECONOMIA SOLIDALE ITALIANA, e dalla legge della Regione Emilia-Romagna di sostegno all’Economia Solidale (sviluppata dopo un percorso partecipato di confronto col CRESER, il Coordinamento Regionale dell’economia Solidale dell’Emilia-Romagna).

L’ECONOMIA SOLIDALE SECONDO LA  “RETE ECONOMIA SOLIDALE ITALIANA” (RES)

I valori portanti dell’Economia Solidale sono (ognuno di essi è approfondito nel documento “LE COLONNE DELL’ECONOMIA SOLIDALE”):

1) L’economia Solidale promuove i beni comuni

2) L’economia Solidale è fondata sul rispetto della “Madre Terra” e sul “benvivere” di tutti

3) L’economia Solidale propone modelli collaborativi

4) L’economia Solidale si basa sulle relazioni

5) L’economia Solidale promuove il legame con il territorio

6) L’economia Solidale incorpora il senso del limite

7) L’economia Solidale si sviluppa nelle reti

8) L’economia Solidale è una trasformazione sociale

9) L’economia Solidale difende i diritti

10) L’economia Solidale ridimensiona il ruolo del mercato.

Fonti e approfondimenti: http://www.economiasolidale.net

L’ECONOMIA SOLIDALE SECONDO LA LEGGE REGIONALE DELL’ EMILIA ROMAGNA

“Norme per la promozione e il sostegno dell’Economia Solidale” (L.R. 19/2014)

La Legge indica i seguenti criteri e fini dell’Economia Solidale:

  1. Sostegno all’economia locale e rapporto attivo con il territorio, per ricondurre il prodotto al suo luogo d’origine, restituire centralità ai produttori e valorizzare la qualità dei loro prodotti, difendere il paesaggio e i beni culturali come componenti essenziali per la qualità della vita delle comunità;
  2. Innovazione dei modelli relazionali, per far crescere la disponibilità dei soggetti economici e sociali a intraprendere percorsi condivisi, fondati sulla fiducia sostenuta dalla conoscenza, la cooperazione e la convivialità;
  3. Consumo critico consapevole e responsabile, per promuovere un percorso di transizione verso nuovi modelli economici socialmente e naturalmente sostenibili;
  4. Trasparenza, per rendere visibili e controllabili – sul piano sociale e ambientale – le decisioni e i comportamenti degli operatori economici, con particolare riguardo ai diritti dei lavoratori, dei consumatori, degli utenti dei servizi e degli altri portatori d’interesse;
  5. Equità e reciprocità, per riequilibrare le relazioni socioeconomiche in un’ottica Solidale (sia a livello locale che globale), al fine di riconoscere ai produttori e ai prestatori di servizi la giusta retribuzione per la propria attività e ai consumatori e agli utenti il diritto di essere informati correttamente sui prodotti e i servizi, sui processi di produzione, sulla formazione dei prezzi;
  6. Partecipazione democratica, per favorire il coinvolgimento e la corresponsabilità di tutti i soggetti economici e degli altri portatori d’interesse nelle sedi e nei momenti decisionali;
  7. “Buona occupazione”, per dare centralità al lavoro, superare la precarietà e promuovere i processi di inclusione sociale;
  8. Ecocompatibilità, intesa quale metodo con cui contribuire a ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi, distributivi e di smaltimento, promuovendo una migliore qualità della vita e tutelando la salute delle comunità;
  9. “Senso del limite (umano e naturale)”, per puntare a un’efficienza intesa come utilizzo sostenibile delle risorse, con il minor costo ambientale e sociale e con la massima efficacia possibili;
  10. Ricostruzione e consolidamento di relazioni di solidarietà e reciprocità tra cittadini.

Indica i seguenti ambiti e settori nei quali opera e si sviluppa l’Economia Solidale:

  1. Agricoltura contadina di prossimità;
  2. Produzione agricola e agroalimentare biologica e biodinamica;
  3. Filiera corta e garanzia della qualità alimentare;
  4. Tutela del paesaggio, del patrimonio naturale e della biodiversità;
  5. Commercio Equo e Solidale;
  6. Servizi comunitari e di prossimità;
  7. Edilizia sostenibile e bioedilizia;
  8. Risparmio energetico ed energie rinnovabili e sostenibili;
  9. Finanza etica, mutualistica e Solidale;
  10. Trasporto collettivo e mobilità sostenibile;
  11. Riuso e riciclo di materiali e beni;
  12. Sistemi di scambio locale;
  13. Software libero;
  14. Turismo responsabile e sostenibile;
  15. Consumo critico e responsabile;
  16. Banche del tempo.

Fonti a approfondimenti: http://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/articolo?urn=er:assemblealegislativa:legge:2014;19